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sabato 2 maggio 2020
giovedì 30 aprile 2020
https://www.facebook.com/radiosienatv/videos/2704406766511698/
Radio Siena TV, "La storia siamo noi" Prof. Duccio Balestracci sulla figura di Dino Corsi.
Radio Siena TV, "La storia siamo noi" Prof. Duccio Balestracci sulla figura di Dino Corsi.
https://www.facebook.com/radiosienatv/videos/175307153528247/
Radio Siena TV, "La storia siamo noi", Maura Martellucci racconta "il Palio d'Africa", corrispondenza di Dino Corsi.
Radio Siena TV, "La storia siamo noi", Maura Martellucci racconta "il Palio d'Africa", corrispondenza di Dino Corsi.
mercoledì 22 maggio 2019
Nel volume, "Per vincere ci vogliono i leoni, i fronti dimenticati dedlle Camicie Nere 1939 - 1943" (Pierluigi Romeo di Colloredo Mels, Soldiershop Publishing, 18 mag 2019 - 839 pagine) viene riportata, oltre una piccola presentazione della figura di Dino Corsi, una sua corrispondenza per "il Telegrafo" (giornale livornese diretto da Giovanni Ansaldo, proprietà della famiglia Ciano) "Le corrispondenze di Dino Corsi, Campo di addestramento "M", 1941 - 1942:
mercoledì 28 dicembre 2016
Mobilitazioni:
Africa Orientale Italiana. Operazioni di grande polizia coloniale.
1 settembre 1937 - 29 maggio 1939
Il 97° Battaglione CC.NN. venne mobilitata in data 1 settembre 1937 al comando del Seniore Giuseppe Mariotti e destinato ai cicli operativi di grande polizia coloniale in Africa Orientale Italiana.
Il reparto venne imbarcato per la destinazione il 4 ottobre 1937 e raggiunse Massaua il 15 ottobre, prima del trasferimento per l'area di Gondar.
Dei 435 uomini mobilitati, vennero inviati in Africa Orientale per i cicli operativi 404 sottufficiali, graduati e militi, a partire dalla classe 1902 fino alla classe 1919; la classe con il maggiore numero di mobilitati fu quella del 1912, con 81 legionari.
Ciclo operativo di grande polizia coloniale, Territorio Governo Amhara, Regione Goggiam, 21 ottobre 1937-15 dicembre 1937 - R.D. 627 10/5/1938.
Ciclo operativo di grande polizia coloniale, Territorio Governo Amhara, Regione Goggiam, 16 dicembre 1937-30 giugno 1938 - R.D. 1991 28/11/1938.
Ciclo operativo di grande polizia coloniale, Territorio Governo Amhara, Regione Goggiam, 1 luglio 1938-31 dicembre 1938 - R.D. 1370 28/7/1939.
Ciclo operativo di grande polizia coloniale, Territorio Governo Amhara, Regione del Goggiam-fiume Nilo, 1 gennaio 1939-26 maggio 1939 - R.D. 478 3/6/1940.
BALCANI: mobilitato 20/2/1941 - perduto in forza 10/7/1941. Partecipazione alle operazioni di guerra alla frontiera italo-jugoslava 6/4/1941-18/4/1941 Partecipazione alle operazioni in Balcania (territori ex jugoslavi) 19/4/1941-10/7/1941
Mobilitati con il 97° Battaglione CC.NN. operanti in servizio di grande polizia coloniale.
Avviati al corpo in A.O.I.
1 settembre 1937 - 29 maggio 1939
Il 97° Battaglione CC.NN. venne mobilitata in data 1 settembre 1937 al comando del Seniore Giuseppe Mariotti e destinato ai cicli operativi di grande polizia coloniale in Africa Orientale Italiana.
Il reparto venne imbarcato per la destinazione il 4 ottobre 1937 e raggiunse Massaua il 15 ottobre, prima del trasferimento per l'area di Gondar.
Dei 435 uomini mobilitati, vennero inviati in Africa Orientale per i cicli operativi 404 sottufficiali, graduati e militi, a partire dalla classe 1902 fino alla classe 1919; la classe con il maggiore numero di mobilitati fu quella del 1912, con 81 legionari.
Ciclo operativo di grande polizia coloniale, Territorio Governo Amhara, Regione Goggiam, 21 ottobre 1937-15 dicembre 1937 - R.D. 627 10/5/1938.
Ciclo operativo di grande polizia coloniale, Territorio Governo Amhara, Regione Goggiam, 16 dicembre 1937-30 giugno 1938 - R.D. 1991 28/11/1938.
Ciclo operativo di grande polizia coloniale, Territorio Governo Amhara, Regione Goggiam, 1 luglio 1938-31 dicembre 1938 - R.D. 1370 28/7/1939.
Ciclo operativo di grande polizia coloniale, Territorio Governo Amhara, Regione del Goggiam-fiume Nilo, 1 gennaio 1939-26 maggio 1939 - R.D. 478 3/6/1940.
BALCANI: mobilitato 20/2/1941 - perduto in forza 10/7/1941. Partecipazione alle operazioni di guerra alla frontiera italo-jugoslava 6/4/1941-18/4/1941 Partecipazione alle operazioni in Balcania (territori ex jugoslavi) 19/4/1941-10/7/1941
Mobilitati con il 97° Battaglione CC.NN. operanti in servizio di grande polizia coloniale.
Avviati al corpo in A.O.I.
| Camicia Nera | Corsi Dino | Siena, 23/10/1908 | mobilitato 1/9/1937 - smobilitato 16/7/1939. Partecipazione ai cicli operativi Goggiam: 21/10/1937-15/12/1937, 16/12/1937-30/6/1938, 1/7/1938-31/12/1938; 1/1/1939-26/5/1939 Medaglia commemorativa con gladio romano per oper. militari in A.O., conc. 126737 Conferita Croce al Merito di guerra per le operazioni di polizia coloniale 1937-1939: brevetto n. 247424 del 25/2/1941 |
| Dal sito: http://www.97legione.siena.it/index.html |
mercoledì 11 maggio 2016
U.N.I.R.R.
Negli ultimi giorni, tramite la pagina facebook dell'UNIRR e grazie soprattutto alla disponibilità e alla gentilezza della sig.ra Patrizia Marchesini, risulterebbe che per l'UNIRR Dino Corsi non facesse parte del Gruppo Battaglioni CC.NN Tagliamento, nell'elenco caduti e dispersi risulterebbe assegnato al XLI Battaglione Armi Accompagnamento del Gruppo Battaglioni Scrivia, che era schierato nel settore della Divisione Ravenna (II Corpo d'Armata) il Gruppo Battaglioni Valle Scrivia , insieme al Gruppo battaglioni leonessa, costituiva il raggruppamento CC.NN "23 Marzo", alle dipendenze dirette del già menzionato II Corpo d'Armata. a questo punto si rende indispensabile reperire il foglio matricolare per meglio definire l'assegnazione e gli ultimi giorni di Dino, ma se veramente fosse questo il suo raggruppamento, ci rende l'idea del momento e della situazione vissuta da Dino e dai suoi Camerati questo resoconto tratto da www.regioesercito.it :
"Il 10 settembre il gruppo tattico del V Battaglione si spostava da Gadjutschje a Pereschtschepnyi, anch'esso come riserva della Divisione «Ravenna».
Negli ultimi giorni, tramite la pagina facebook dell'UNIRR e grazie soprattutto alla disponibilità e alla gentilezza della sig.ra Patrizia Marchesini, risulterebbe che per l'UNIRR Dino Corsi non facesse parte del Gruppo Battaglioni CC.NN Tagliamento, nell'elenco caduti e dispersi risulterebbe assegnato al XLI Battaglione Armi Accompagnamento del Gruppo Battaglioni Scrivia, che era schierato nel settore della Divisione Ravenna (II Corpo d'Armata) il Gruppo Battaglioni Valle Scrivia , insieme al Gruppo battaglioni leonessa, costituiva il raggruppamento CC.NN "23 Marzo", alle dipendenze dirette del già menzionato II Corpo d'Armata. a questo punto si rende indispensabile reperire il foglio matricolare per meglio definire l'assegnazione e gli ultimi giorni di Dino, ma se veramente fosse questo il suo raggruppamento, ci rende l'idea del momento e della situazione vissuta da Dino e dai suoi Camerati questo resoconto tratto da www.regioesercito.it :
"Il 10 settembre il gruppo tattico del V Battaglione si spostava da Gadjutschje a Pereschtschepnyi, anch'esso come riserva della Divisione «Ravenna».
In quel giorno il Comandante del II C.A. stabiliva che i gruppi tattici costituiti con i reparti dei Gruppi CC.NN. «Valle Scrivia» e «Leonessa» assumessero le seguenti denominazioni:
- Valle Scrivia I:
- V Battaglione CC.NN.,
- mezza compagnia mortai da 81 mm
- mezza compagnia pezzi da 47 del XLI Battaglione CC.NN. A.A.:
- Valle Scrivia Il:
- Comando del Gruppo «Valle Scrivia»,
- XXXIV Battaglione CC.NN.,
- mezza compagnia mortai da 81 mm
- mezza compagnia pezzi da 47 del XLI Battaglione CC.NN. A.A.;
- Leonessa I:
- XIV Battaglione CC.NN.,
- mezza compagnia mortai da 81 mm
- mezza compagnia pezzi da 47 del XXXVIII Battaglione CC.NN. A.A.
- Leonessa II:
- Comando del Gruppo «Leonessa»,
- XV Battaglione CC.NN.,
- mezza compagnia mortai da 81 mm
- mezza compagnia pezzi da 47 del XXXV III Battaglione CC.NN. A.A."
questo per capire come erano organizzate Valle Scrivia e Leonessa, ma soprattutto quello che segue per capire il giorno 19/12/1942 quello che deve essere stato....:
"I superstiti del «Leonessa», giunti a Zapkovo, trovano che forze sovietiche fin dalla notte sul 18, occupavano il paese. I legionari, frammisti coi tedeschi, vengono accerchiati e presi sotto intenso fuoco di fanteria. La lotta divampa a colpi di bombe a mano e di pugnale; i reparti tedeschi, autocarrati, riescono a disimpegnarsi, lasciando i circa trecento legionari del «Leonessa» a resistere ad oltranza4.
Il Gruppo «Leonessa » è ridotto a poco più di 400 uomini, sui 1.792 che erano partiti.
A Mitrofanowka è presente il comando del Raggruppamento «23 Marzo», convocatovi dal comandante del II C.A. Questi, al mattino del 18 dicembre, invia il Luogotenente Generale Martinesi a Kantemirowka, affinché collabori al riordinamento delle unità confluitevi dal Don. Egli constata le condizioni di spossatezza fisica e di depressione morale di quegli uomini che, dall'11-12 dicembre, non avevano più smesso di combattere e di marciare in quel clima.
L'improvvisa puntata su Kantemirowka, compiuta il 19 dicembre da mezzi corazzati sovietici, peggiorò la situazione di quegli uomini ed il Generale Martinesi con gli ufficiali del suo comando continuò la sua opera di collaborazione, spostandosi a Belowodsk ed il 21 dicembre trasferendosi a Woroschilowgrad, dove si ricongiungeva con i superstiti del Raggruppamento, già schierati sul Donez a difesa del ponte di Wesselaja Gora.
A quel momento il totale dei superstiti presenti del «23 Marzo» constava di 1.536 combattenti, dei quali molti feriti leggeri ed altri congelati di 1°, di 2° e di 3° grado non ancora spedalizzati. Le perdite, 1.792 in totale, erano state di 125 caduti (19 ufficiali), 389 feriti (23 ufficiali), 1.328 dispersi (26 ufficiali), 19 congelati (1 ufficiale). I dispersi erano stati, per la più gran parte, veduti cadere in combattimento, ma non era stato possibile accertare il decesso secondo le norme di legge."
venerdì 22 maggio 2015
Tornando al 1937.......
Rivoluzione Fascista - Foglio d'ordini della Federazione senese dei Fasci di combattimento del 21 novembre 1937
Gondar, novembre
Ricorre in questi giorni l'anniversario della morte di Vittorio Leoncini, deceduto a Siena in seguito a grave malattia contratta in Africa Orientale durante le operazioni che portarono alla conquista dell'Impero.
Il ricordo di Vittorio - che ci fu amico, compagno di fede e camerata carissimo - e' vivo in noi come lo e' in coloro che conobbero, amarono e salutarono il Martire oscuro, che tutto se stesso sacrifico' alla Patria e al Fascismo.
Appartenente al primo nucleo di avanguardisti senesi, Vittorio Leoncini, a soli 14 anni, partecipo' alla mobilitazione per la Marcia su Roma e, sempre, prima e dopo il trionfo della Rivoluzione, porto' nel Movimento rigeneratore il valido contributo della sua fede inestinguibile, della sua ardente vitalita' e della sua vibrante giovinezza.
In una torbida giornata, Vittorio - unitamente ad un altro glorioso caduto in A.O.: Danilo Giachetti - dono' alla Patria il contrinuto del proprio sangue.
Uno contro venti, una sparuta pattuglia di squadristi affrontava nei Pispini una massa di energumeni e li sgominava. Vittorio era tra i piu' audaci. E qui si ebbe quella ferita della quale semre ando' orgoglioso.
Ai primi cenni di mobilitazione per la campagna africana, Egli si arruolo' nella I Divisione Camicie Nere "23 Marzo".
Malgrado le sue precarie condizioni di salute, il Leoncini volle e seppe adempiere le dure fatiche del campo e quelle durissime dei primi mesi di operazioni.
Proposto piu' di una volta per la smobilitazione, tanto' insistette preso i comandi per rimanere al posto del dovere.
Sofferente sempre, di tanto in tanto fatto segno degli attacchi del morbo che minava la sua non forte fibra, fu esempio a tutti di elevati sentimenti fascisti, di spirito di abnegazione e di sacrificio.
Vinto, infine, dal male che non perdona, fu costretto al rimpatrio. E piangendo se ne parti' da Macalle', due mesi dopo la conquista di questa citta'.
A suo tempo scrivemmo di Lui, della sua opera in A.O. e del forzato ritorno in Patria. Scrivemmo, dopo averlo accompagnato all'autoambulanza, dopo averlo abbracciato e dopo aver confuse le nostre lacrime con le sue.
Non dovevamo piu' rivederlo, povero Vittorio!
Le Sue lettere - piene di rimpianto e sature di entusiasmo - ci ciunsero alcuni da questo Ospedale e da quella casa di cura. Poi la notizia ferale: Vittorio non e' piu'.
Ad Ualdia fu una giornata di lutto. la "tenda Rino Daus" ammaino' la sua fiamma di combattimento e tante Camicie Nere - sempre forti di uomini, di soldati e di combattenti - piansero come fanciulli.
Vittorio era scomparso. Il Martire oscuro, che tanto aveva sognato la bella morte in combattimento, era stato vittima della tragica beffa del destino, che lo volle morto in una corsia d'ospedale.
Povero, caro Vittorio!
Oggi Egli rivive. Rivive in quelle terre che furono testimoni del suo ineguagliabile sacrificio: rivive, merce' il culto che della di Lui memoria hanno i vecchi compagni d'armi. In un'opera di guerra, in un fortino che si intitola al Suo nome.
Un plotone della 2.a compagnia del 97.o Battaglione CC.NN. al comando di un ufficiale che fu amico e camerata dello Scomparso, ha eretto le solide mura che, ad ovest di Gondar, dall'alto di un colle, cingono un campo e dominano la valle. Ed hanno voluto, le Camicie Nere, che la loro fatica avesse un nome, che a ricordo della loro opera rimanesse nel tempo e si perpetrasse la memoria di Colui che giovinezza e vita sacrifico' al Fascismo e all'Impero.
Il "Fortino Vittorio Leoncini", da dove scriviamo, e' quindi stato battezzato dai Legionari senesi con il nome di un senese, di uno dei piu' bravi, piu' meritevoli senesi.
E questo nome, caro ai nostri cuori, dato ad un'opera di guerra e' come un simbolo sacro. Sembra che fra le mura della fortificazione aleggi l'anima di guarra di Vittorio: sembra che l'Eroe sia presente tra noi per indicarci con il Suo esempio e per riscaldarci alla fiamma della Sua fede.
A sera, quando le tenebre ci avvincono, pare che una luce brilli nel forte ad illuminarci e proteggerci. e' Lui, e' Vittorio, che di lassu' ci guarda coi suoi occhi fiammeggianti. E' Lui - il Nostro Martire - e non e' il ruscello scorrente a valle - che ci culla con un mormorio sommesso e commovente che ci dice continuo:
Presente...Presente...Presente
Dino Corsi
Rivoluzione Fascista - Foglio d'ordini della Federazione senese dei Fasci di combattimento del 21 novembre 1937
Nel I anniversario della scomparsa di Vittorio Leoncini. Un fortino in terra Imperiale intitolato al nome del glorioso caduto
Gondar, novembreRicorre in questi giorni l'anniversario della morte di Vittorio Leoncini, deceduto a Siena in seguito a grave malattia contratta in Africa Orientale durante le operazioni che portarono alla conquista dell'Impero.
Il ricordo di Vittorio - che ci fu amico, compagno di fede e camerata carissimo - e' vivo in noi come lo e' in coloro che conobbero, amarono e salutarono il Martire oscuro, che tutto se stesso sacrifico' alla Patria e al Fascismo.
Appartenente al primo nucleo di avanguardisti senesi, Vittorio Leoncini, a soli 14 anni, partecipo' alla mobilitazione per la Marcia su Roma e, sempre, prima e dopo il trionfo della Rivoluzione, porto' nel Movimento rigeneratore il valido contributo della sua fede inestinguibile, della sua ardente vitalita' e della sua vibrante giovinezza.
In una torbida giornata, Vittorio - unitamente ad un altro glorioso caduto in A.O.: Danilo Giachetti - dono' alla Patria il contrinuto del proprio sangue.
Uno contro venti, una sparuta pattuglia di squadristi affrontava nei Pispini una massa di energumeni e li sgominava. Vittorio era tra i piu' audaci. E qui si ebbe quella ferita della quale semre ando' orgoglioso.
Ai primi cenni di mobilitazione per la campagna africana, Egli si arruolo' nella I Divisione Camicie Nere "23 Marzo".
Malgrado le sue precarie condizioni di salute, il Leoncini volle e seppe adempiere le dure fatiche del campo e quelle durissime dei primi mesi di operazioni.
Proposto piu' di una volta per la smobilitazione, tanto' insistette preso i comandi per rimanere al posto del dovere.
Sofferente sempre, di tanto in tanto fatto segno degli attacchi del morbo che minava la sua non forte fibra, fu esempio a tutti di elevati sentimenti fascisti, di spirito di abnegazione e di sacrificio.
Vinto, infine, dal male che non perdona, fu costretto al rimpatrio. E piangendo se ne parti' da Macalle', due mesi dopo la conquista di questa citta'.
A suo tempo scrivemmo di Lui, della sua opera in A.O. e del forzato ritorno in Patria. Scrivemmo, dopo averlo accompagnato all'autoambulanza, dopo averlo abbracciato e dopo aver confuse le nostre lacrime con le sue.
Non dovevamo piu' rivederlo, povero Vittorio!
Le Sue lettere - piene di rimpianto e sature di entusiasmo - ci ciunsero alcuni da questo Ospedale e da quella casa di cura. Poi la notizia ferale: Vittorio non e' piu'.
Ad Ualdia fu una giornata di lutto. la "tenda Rino Daus" ammaino' la sua fiamma di combattimento e tante Camicie Nere - sempre forti di uomini, di soldati e di combattenti - piansero come fanciulli.
Vittorio era scomparso. Il Martire oscuro, che tanto aveva sognato la bella morte in combattimento, era stato vittima della tragica beffa del destino, che lo volle morto in una corsia d'ospedale.
Povero, caro Vittorio!
Oggi Egli rivive. Rivive in quelle terre che furono testimoni del suo ineguagliabile sacrificio: rivive, merce' il culto che della di Lui memoria hanno i vecchi compagni d'armi. In un'opera di guerra, in un fortino che si intitola al Suo nome.
Un plotone della 2.a compagnia del 97.o Battaglione CC.NN. al comando di un ufficiale che fu amico e camerata dello Scomparso, ha eretto le solide mura che, ad ovest di Gondar, dall'alto di un colle, cingono un campo e dominano la valle. Ed hanno voluto, le Camicie Nere, che la loro fatica avesse un nome, che a ricordo della loro opera rimanesse nel tempo e si perpetrasse la memoria di Colui che giovinezza e vita sacrifico' al Fascismo e all'Impero.
Il "Fortino Vittorio Leoncini", da dove scriviamo, e' quindi stato battezzato dai Legionari senesi con il nome di un senese, di uno dei piu' bravi, piu' meritevoli senesi.
E questo nome, caro ai nostri cuori, dato ad un'opera di guerra e' come un simbolo sacro. Sembra che fra le mura della fortificazione aleggi l'anima di guarra di Vittorio: sembra che l'Eroe sia presente tra noi per indicarci con il Suo esempio e per riscaldarci alla fiamma della Sua fede.
A sera, quando le tenebre ci avvincono, pare che una luce brilli nel forte ad illuminarci e proteggerci. e' Lui, e' Vittorio, che di lassu' ci guarda coi suoi occhi fiammeggianti. E' Lui - il Nostro Martire - e non e' il ruscello scorrente a valle - che ci culla con un mormorio sommesso e commovente che ci dice continuo:
Presente...Presente...Presente
Dino Corsi
martedì 12 maggio 2015
giovedì 14 febbraio 2013
RICAPITOLANDO..................
Le corrispondenze di Dino Corsi
Le corrispondenze di Dino Corsi
Le corrispondenze di Dino Corsi
Le corrispondenze di Dino Corsi
http://www.97legione.siena.it/index.html
il grande aiuto e la pazienza dell'amico Francesco Manganelli ha permesso la trascrizione di queste corrispondenze.....
Le corrispondenze di Dino Corsi dall'Africa Orientale: 1935 - 1936
- Il Telegrafo del 24 maggio 1935: "Giornate di attesa nell'accampamento di Quaglieri"
- Il Telegrafo del 12 luglio 1935, "Ultime ore di attesa in vista dell'imbarco"
- Il Telegrafo del 30 agosto 1935, "Navigando verso sud"
- Il Telegrafo del 11 settembre 1935, "Da Port Said a Massaua con i volontari senesi"
- Il Telegrafo del 25 settembre 1935, "Con i volontari senesi attraverso l'altipiano eritreo"
- Il Telegrafo del 16 ottobre 1935, "Ad oltre i 2000 m. tra la primavera eterna dell'altipiano eritreo" ( I parte)
- Il Telegrafo del 17 ottobre 1935, "Ad oltre i 2000 m. tra la primavera eterna dell'altipiano eritreo" ( II parte)
- Il Telegrafo del 20 ottobre 1935, "Con i volontari senesi in marcia verso Adua"
- Il Telegrafo del 8 novembre 1935, "Con i volontari senesi attraverso il Tigrai"
- Il Telegrafo del 14 novembre 1935: "Incontro con i camerati dei battaglioni Diamanti"
- Il Telegrafo del 22 novembre 1935, "Laboriose giornate di sosta tra Adua e Macallè"
- Il Telegrafo del 13 dicembre 1935, "Noi e gli indigeni del Tigrai"
- Il Telegrafo del 21 dicembre 1935, "Ripresa dell'avanzata al comando di S.A.R. il Duca di Pistoia"
- Il Telegrafo del 29 dicembre 1935, "Preludio natalizio sotto il cielo dei Tropici"
- Il Telegrafo del 4 gennaio 1936, "Il cimitero di Macallè"
- Il Telegrafo del 5 gennaio 1936, "Ore liete in attesa del combattimento"
- Il Telegrafo del 14 gennaio 1936, "Il primo Natale di guerra dei legionari"
- Il Telegrafo del 22 gennaio 1936, "Capodanno in armi"
- Il Telegrafo del 29 gennaio 1936, "Il pezzo "Rino Daus" ha cantato la sua canzone di guerra"
- Il Telegrafo del 30 gennaio 1936, "Lettera di un camerata che torna in Patria"
- Il Telegrafo del 5 febbraio 1936, "Scappata fuori ordinanza a Macallè"
- Il Telegrafo del 13 febbraio 1936, "La Divisione "Implacabile" alla prova del fuoco"
- Il Telegrafo del 14 febbraio 1936, "Riposo dopo la battaglia"
- Il Telegrafo del 20 febbraio 1936, "Gli abissini visti ad occhio nudo"
- Il Telegrafo del 29 febbraio 1936, "Amba Aradam fiaccola di eroismo"
- Il Telegrafo del 5 marzo 1936, "Italiani, abissini...ed europei"
- Il Telegrafo del 25 marzo 1936, "Dall'Amba infuocata alle sponde del Ghevà"
- Il Telegrafo del 8 aprile 1936, "Verso il Tembien con le legioni della Divisione 'Implacabile' "
- Il Telegrafo del 12 aprile 1936, "Resurrezione di un'anima"
- Il Telegrafo del 16 aprile 1936, "La...scassatura di Ras Cassa"
- Il Telegrafo del 21 aprile 1936, "E qualche volta passiamo anche per la strada..."
- Il Telegrafo del 1 maggio 1936, "Serata cinematografica sotto il bel cielo d'Africa"
- Il Telegrafo del 6 maggio 1936, "Sosta nel cuore della regione del Lasta"
- Il Telegrafo del 20 maggio 1936, "Dal Belesa al trionfo finale"
- Il Telegrafo del 28 giugno 1936, "Riposo a Macallè ed incontro con il vecchio amico Ailù Michael"
- Il Telegrafo del 12 luglio 1936, "Campane dell'Asmara"
- Il Telegrafo del 25 luglio 1936, "Dalla capitale eritrea alla tana del leone di Giuda" (I parte)
- Il Telegrafo del 26 luglio 1936, "Dalla capitale eritrea alla tana del leone di Giuda" (II parte)
- Il Telegrafo del 31 luglio 1936, "Dalla capitale eritrea alla tana del leone di Giuda" (III parte)
- Il Telegrafo del 1 agosto 1936, "Dalla capitale eritrea alla tana del leone di Giuda" (IV parte)
- Il Telegrafo del 2 agosto 1936, "Dalla capitale eritrea alla tana del leone di Giuda" (V parte)
- Il Telegrafo del 19 settembre 1936, "Pattuglia notturna all'abbeverata dei leopardi"
- Il Telegrafo del 24 settembre 1936, "Con le Camicie Nere del "Gruppo Diamanti"
- Il Telegrafo del 18 ottobre 1936, "La festa di Mascal"
- Il Telegrafo del 5 novembre 1936, "La consacrazione del cimitero di Uoldia"
- Il Telegrafo del 5 dicembre 1936, "Un posto vuoto in tenda"
- Il Telegrafo del 13 dicembre 1936, "Faccetta Nera ad occhio nudo"
Le corrispondenze di Dino Corsi
Africa Orientale: 1937 - 1939
- Il Telegrafo del 24 ottobre 1937, "Dal verde dei Colli Senesi all'azzurro del Mare Nostro"
- Il Telegrafo del 3 novembre 1937, "Dal Mare Nostro a Gondar Italiana"
- La Rivoluzione Fascista del 21 novembre 1937, "Nel I anniversario della scomparsa di Vittorio Leoncini. Un fortino in terra Imperiale intitolato al nome del glorioso caduto"
- Il Telegrafo del 3 dicembre 1937, "L'inaugurazione del fortino dedicato alla memoria di Vittorio Leoncini"
- Il Telegrafo del 23 dicembre 1937, "Vita delle Camicie Nere senesi"
- Il Telegrafo del 13 maggio 1938, "La Pasqua dei legionari a "Siena d'Etiopia"
- Il Telegrafo del 16 luglio 1938, "Volonta' disciplina e sacrificio dei legionari della "Valanga"
- Il Telegrafo del 17 luglio 1938, "Ricordo nostalgico della propria citta' sotto lo stellato cielo d'Africa"
- Il Telegrafo del 29 luglio 1938, "Dal Goggiam alla Piazza del Campo"
- Il Telegrafo del 31 luglio 1938, "Dal Goggiam alla Piazza del Campo" (II)
- Il Telegrafo del 9 settembre 1938, "Mentre volge al termine il compito della 'Valanga' "
- Il Telegrafo del 6 novembre 1938, "Coi legionari senesi nell'Impero"
- Il Telegrafo del 2 febbraio 1939, "Sedici mesi d'Africa... "
- Il Telegrafo del 18 febbraio 1939, "Alle valorose Camicie Nere del 97.o"
- Il Telegrafo del 14 aprile 1939, "Vita dei legionari senesi nelle terre dell'Impero"
- Il Telegrafo del 25 maggio 1939, "Il ritorno dei legionari senesi dall'Africa Orientale Italiana"
Le corrispondenze di Dino Corsi
Balcania: 1941
- Il Telegrafo del 27 marzo 1941: "A non piegar l'insegna Siena insegna"
- Il Telegrafo del 11 aprile 1941: "Ricordando le nostre donne"
- Il Telegrafo del 12 aprile 1941: "L'ora del destino"
- Il Telegrafo del 9 maggio 1941: "Gli esploratori varcato il confine hanno fatto conoscere l'animo dei figli di Siena"
- Il Telegrafo del 23 maggio 1941: "Dalla Dalmazia redenta"
- Il Telegrafo del 4 giugno 1941: "E' nata all'ombra del Tricolore, Romana Vittoria..."
- Il Telegrafo del 17 luglio 1941: "Giornate di guerra dei legionari senesi sul fronte giulio"
Le corrispondenze di Dino Corsi
Campo di addestramento "M", 1941 - 1942
- Il Telegrafo del 2 novembre 1941: "Vigilia di ardimenti"
- Il Telegrafo del 21 giugno 1942: "Noi la morte l'abbiam vista con due bombe e un fior"
Le corrispondenze di Dino Corsi
Fronte russo: 1942
- Il Telegrafo del 21 luglio 1942: "Con un Battaglione "M" verso il fronte russo" (I parte)
- Il Telegrafo del 23 luglio 1942: "Con un Battaglione "M" verso il fronte russo" (II parte)
- Il Telegrafo del 31 luglio 1942: "Impressioni sulla Russia del legionario Dino Corsi"
- Il Telegrafo del 15 agosto 1942: "Eroismo e fede animano ognora i nostri combattenti"
- Il Telegrafo del 28 agosto 1942: "Figli del popolo, cioè di nessuno", disse Glìena"
- Il Telegrafo del 10 settembre 1942: "Quando il buondì si vede dal mattino..." (I parte)
- Il Telegrafo del 11 settembre 1942: "Quando il buondì si vede dal mattino..." (II parte)
- Il Telegrafo del 29 settembre 1942: "Azione squadrista dei Battaglioni M" (I parte)
- Il Telegrafo del 2 ottobre 1942: "Azione squadrista dei Battaglioni M" (II parte)
- Il Telegrafo del 13 ottobre 1942: "Poesia della prima linea"
- Il Telegrafo del 17 ottobre 1942: "Un angolo del paradiso sovietico"
- Il Telegrafo del 23 ottobre 1942: "Senesi combattenti in Russia"
- Il Telegrafo del 30 ottobre 1942: "La scuola russa: prigione dello spirito"
- Il Telegrafo del 14 novembre 1942: "Colloqui con Siena (se Silvio Gigli permette)"
- Il Telegrafo del 28 novembre 1942: "Quartetti di guerra"
- Il Telegrafo del 1 dicembre 1942: "La lana del popolo è giunta ai soldati italiani"
- Il Telegrafo del 16 dicembre 1942: "Storia di gatti, di topi e di un legionario finto tonto"
- Il Telegrafo del 29 dicembre 1942: "Colloqui con Siena"
Il Telegrafo
http://www.97legione.siena.it/index.html
giovedì 3 gennaio 2013
Perchè parti......commedia ritrovata.........
foto tratta dal libro su Silvio Gigli
Perchè Parti?
Nei giorni scorsi mi è stato comunicato che alcuni mesi fà è stata rinvenuta (non sò bene dove) una Commedia che Dino Corsi aveva spedito all'amico Silvio Gigli nel 1939, con mia grande gioia mi è stato anche comunicato che presto verrà pubblicata.
Ringrazio pertanto mio nipote Giacomo che con pazienza e professionalità si adopera alla ricerca di queste testimonianze.
Perchè Parti?
Nei giorni scorsi mi è stato comunicato che alcuni mesi fà è stata rinvenuta (non sò bene dove) una Commedia che Dino Corsi aveva spedito all'amico Silvio Gigli nel 1939, con mia grande gioia mi è stato anche comunicato che presto verrà pubblicata.
Ringrazio pertanto mio nipote Giacomo che con pazienza e professionalità si adopera alla ricerca di queste testimonianze.
sabato 15 dicembre 2012
Una presentazione di Dino Corsi dal sito "97^ Legione"
Dino Corsi (Siena, 23 ottobre 1908 - fronte russo, 19 dicembre 1942) fu scrittore, giornalista e milite della 97.a Legione. Appassionato fin dall'adolescenza al giornalismo e alla letteratura, entro' giovanissimo nella redazione de "Il Telegrafo", quotidiano di proprieta' della famiglia Ciano e compose opere teatrali e novelle di ambito senese e paliesco, tra le quali "Nerbo sciolto", "Stasera alla Lizza", "La Bandieraia", "Que' pori vecchi", "La grazia di San Isidoro". La sua prima opera, il "Daccelo!!" esordiva in scena il 29 maggio 1932 presso il Teatro del Circolo fascista di Valli, successo subito replicato dalla rappresentazione di "Que' pori vecchi" al Teatro dell'Associazione Ginnastica Senese il 6 marzo 1933.
Milite della 97.a Legione della M.V.S.N., si arruolava volontario nel 1935 per la campagna etiopica con il raggruppamento battaglioni CC.NN. "Eritrea". Dal fronte di guerra rese una corrispondenza puntuale con oltre 35 articoli per "Il Telegrafo" sull'intera campagna coloniale con la rubrica periodica "In Africa Orientale con i volontari senesi della '23 Marzo' "; di nuovo arruolato volontario con il 97.o battaglione senese mobilitato per le operazioni di polizia coloniale dal 1937 al 1939, fu autore anche nel corso della sua seconda avvenura africana di servizi e resoconti giornalistici sulle vicende del battaglione con la rubrica periodica "Nelle terre dell'Impero fascista coi legionari della 'Valanga' " oltre ad una collaborazione con la "La Rivoluzione Fascista".
Nuovamente arruolato nel corso della Seconda Guerra Mondiale, venne aggregato al III Raggruppamento CC.NN. della Divisione "Tagliamento" operante sul fronte russo, ove scomparve il 19 dicembre 1942.
Nota: il Teatro dell'Associazione Ginnastica Senese veniva allestito nei locali della Palestra di S.Agata vedi foto:
Foto Archivio Storico Mens Sana 1871
http://www.97legione.siena.it/figure.html
Dino Corsi (Siena, 23 ottobre 1908 - fronte russo, 19 dicembre 1942) fu scrittore, giornalista e milite della 97.a Legione. Appassionato fin dall'adolescenza al giornalismo e alla letteratura, entro' giovanissimo nella redazione de "Il Telegrafo", quotidiano di proprieta' della famiglia Ciano e compose opere teatrali e novelle di ambito senese e paliesco, tra le quali "Nerbo sciolto", "Stasera alla Lizza", "La Bandieraia", "Que' pori vecchi", "La grazia di San Isidoro". La sua prima opera, il "Daccelo!!" esordiva in scena il 29 maggio 1932 presso il Teatro del Circolo fascista di Valli, successo subito replicato dalla rappresentazione di "Que' pori vecchi" al Teatro dell'Associazione Ginnastica Senese il 6 marzo 1933.
Milite della 97.a Legione della M.V.S.N., si arruolava volontario nel 1935 per la campagna etiopica con il raggruppamento battaglioni CC.NN. "Eritrea". Dal fronte di guerra rese una corrispondenza puntuale con oltre 35 articoli per "Il Telegrafo" sull'intera campagna coloniale con la rubrica periodica "In Africa Orientale con i volontari senesi della '23 Marzo' "; di nuovo arruolato volontario con il 97.o battaglione senese mobilitato per le operazioni di polizia coloniale dal 1937 al 1939, fu autore anche nel corso della sua seconda avvenura africana di servizi e resoconti giornalistici sulle vicende del battaglione con la rubrica periodica "Nelle terre dell'Impero fascista coi legionari della 'Valanga' " oltre ad una collaborazione con la "La Rivoluzione Fascista".
Nuovamente arruolato nel corso della Seconda Guerra Mondiale, venne aggregato al III Raggruppamento CC.NN. della Divisione "Tagliamento" operante sul fronte russo, ove scomparve il 19 dicembre 1942.
Nota: il Teatro dell'Associazione Ginnastica Senese veniva allestito nei locali della Palestra di S.Agata vedi foto:
Foto Archivio Storico Mens Sana 1871
http://www.97legione.siena.it/figure.html
lunedì 5 novembre 2012
1986 e 2007....il Daccelo rappresentato dal Gruppo Teatrale della Pantera.....1998 al Piccolo Teatro di Siena.
Foto Dino Corsi al centro
Collezione privata Panichi
Nell'anno 1998 invece, una rappresentazione venne tenuta presso il Piccolo Teatro di Siena, le coreografie furono curate dal maestro Fabio Centi.
Foto Dino Corsi al centro
Collezione privata Panichi
..................Fu così che, uno dopo l’altro, si snocciolarono diverse
performance, a partire dal
“Daccelo” di Dino Corsi
nel 1986. Il 1987 fu anno di grossi impegni: i “vecchi”
lasciarono da parte il vernacolo per cimentarsi in un
impegnativo classico del teatro degli equivoci come
“Taxi a due piazze”
di Ray Cooney, mentre il gruppo
giovani - accompagnato da Gino Vigni al pianoforte -
fece un’incursione nell’operetta, presentando
“Il gatto
in cantina”
. Nel 1988 ci fu addirittura una guest star,
grazie a Gianni Giannini che partecipò all’allestimento
di
“Ecco la sposa”. Nel frattempo, il Teatro delle Due
Porte era diventato la sede stabile della Rassegna del
Teatro Contradaiolo che qui rimase per ben 7 edizioni,
fi no all’inizio dei lavori di restauro dei locali.
Dal 1988 sono passati, per l’appunto, venti anni tondi
tondi. Ma già la scorsa estate il Gruppo Filodrammatico
Panterino è tornato in attività.
Qualcuno dei “vecchi” ha lasciato il proprio posto,
qualcun altro invece si è preso la briga di organizzare,
dirigere e traghettare verso nuovi successi un nutrito
gruppo di giovani aspiranti attori, veri protagonisti di
questa rinascita. Il 1 e 2 giugno 2007 - nella società
vecchia dove si era cercato di “ricreare”, anche grazie a
parte della scenografi a della recente Festa della Vittoria,
l’atmosfera dell’ormai smantellato Teatro delle Due
Porte - è andato in scena, nuovamente, il
“Daccelo”
E forse era giusto ripartire da lì, da una commedia classica
del vernacolo, già messa in scena in passato ed
adattabile al nuovo Gruppo. Attori vecchi e nuovi, guidati
stavolta da una regia femminile, quella di Sandra
Rossi, che - come avevano fatto i loro predecessori -
hanno incontrato i favori e l’entusiasmo di pubblico e
critica. Insomma, ci hanno preso gusto e, quest’anno,
sono tornati all’attacco presentandosi anche alla rassegna
del Teatro contradaiolo che nel frattempo si è
trasferita al Costone.....................
Nell'anno 1998 invece, una rappresentazione venne tenuta presso il Piccolo Teatro di Siena, le coreografie furono curate dal maestro Fabio Centi.
mercoledì 31 ottobre 2012
Curiosità e fotografie degli anni venti.......
Fatta l'Italia si dovevano fare gli Italiani, nacquero quindi a cavallo degli ultimi anni del '800 e dei primi del '900 le più famose e storiche Associazioni sportive e Gruppi sportivi, tutti con una matrice prevalentemente "militare", scherma, tiro a segno e ginnastica la fecero da padroni nei primi sodalizi sportivi, il fascismo agli albori della sua crescita si accorse di questa opportunità, a Siena fù molto attivo nei confronti delle società sportive più o meno importanti, si prestò con la figura del Podestà a gestire e risolvere le problematiche e le polemiche esistenti fra le varie Associazioni, Sport Club, Robur, Associazione Ginnastica Senese (oggi Polisportiva Mens Sana 1871), proprio negli Archivi della Mens Sana 1871 in fase di catalogazione e recupero del materiale fotografico il sottoscritto si è imbattuto in diverse fotografie che illustrano la collaborazione e spesso la simbiosi fra sport e politica; molte di queste foto si rifanno ai raduni che venivano organizzati dall'Associazione Ginnastica Senese/ Mens Sana e che vedevano presenti i gruppi Fascisti e altri gruppi misericordie, pompieri, e ospiti di altre Associazioni sportive che collaboravano con la Mens Sana.
Foto 1925 / 1929 adunate sportive presso Monteoliveto:
Gruppi in divisa sempre a Monteoliveto:

Gruppo Sportivo 97^ Legione:
Lo sport dei Fasci Giovanili
Nel 1927 il regime definì l'attività sportiva quale principale strumento per la crescita mentale e fisica dei giovani. Dette perciò ordine a tutte le istituzioni pubbliche(Podestà, Enti Sportivi Provinciali Fascisti e le Province) di organizzare e gestire manifestazioni sportive.
A tutti coloro che si iscrivevano al partito ed ai giovani che fossero entrati nei Fasci Giovanili vennero garantite notevoli agevolazioni sia per l' acquisto di vestiario e materiale sportivo sia per l'iscrizione, la partecipazione e la visione delle manifestazioni sportive. Gli sconti riservati ai Fasci Giovanili erano normalmente tra il 20% ed il 25% delle tasse di iscrizione e partecipazione ai campionati. Questi ultimi erano loro riservati da ogni federazione sportiva, con tanto di attribuzione dei titoli di campione provinciale e regionale dei fasci giovanili.
I gruppi sportivi ebbero uno sviluppo notevole soprattutto nel calcio e nella pallacanestro, diventando il fiore all'occhiello delle federazioni provinciali fasciste, che portavano le proprie rappresentative provinciali ai "Littoriali dello Sport", clou dell'attività sportiva primaverile che si svolgeva a metà maggio. Ai Littoriali tanti ragazzi e ragazze, già "promesse" un ambito provinciale, fecero esperienza per diventare in seguito veri campioni sportivi ed olimpici.
Partenza della Milizia da Buonconvento per gita a Monteoliveto:
Altri Gruppi in gita:
Adunata Fortezza Medicea a Siena:
Tutte le foto su gentile concessione Archivio Storico Polisportiva Mens Sana 1871 - Siena
lunedì 22 ottobre 2012
Testimonianze
Lo scrittore Pietro Ciabattini, Senese, testimone e protagonista in prima persona del periodo fascista nel suo libro "Siena fra la scure e la falce e martello - cronaca di memorie dal 1926 al 1950 ricorda in alcuni passi la figura di Dino Corsi.
pag. 33 ...(1936/1937)......,tra i più assidui collaboratori di mio padre..............,Dino Corsi, impiegato comunale e brioso scrittore di commedie in vernacolo senese e collaboratore di grandi giornali (famosa la sua corrispondenza dall'Abissinia dove andò volontario con il Raggruppamento CC:NN: Eritrea comandato dal Generale Diamanti)
pag. 82 ....(1938/1941).....Il 20 di Maggio, accolto con entusiasmo, rientrò il Btg.CC.NN "Valanga" reduce dall'impresa Etiopica. Al GRF "A.Mini", grandi festeggiamenti in onoro di Dino Corsi e degli altri Reduci (il Telegrafo 20 Maggio 1939)
pag. 119 .......(1942)..Giunsero anche notizie che alcuni senesi partiti con il 97° Btg. CC.NN. per la Dalmazia erano stati inviati sul fronte russo come facenti parte di un Btg. "M" della divisione Tagliamento. Ricordo i nomi del Seniore Nazzareno Mezzetti e del Legionario Dino Corsi.....
Pag. 137 .....(1943) ......la preferenza la lasciavo a il Telegrafo .......potevo leggere le corrispondenze di Dino Corsi che scriveva dal fronte russo oppure quelle del mio caro amico Arrigo Pecchioli, militare a Roma.......
Pag. 138 .....(1943) .....il 25 Febbraio giunse la notizia che Dino Corsi era stato dichiarato disperso sul fronte russo unitamente al suo anziano comandante 1° Seniore Nazzareno Mezzetti.
Medaglie e distintivi
Dino Corsi
Collezione privata Panichi
Medaglia di bronzo commemorativa operazioni Africa Orientale
Medaglia commemorativa con gladio romano per oper. militari
in A.O., conc. 126737
Croce al Merito di Guerra per Operazioni Africa Orientale
Conferita per le operazioni di polizia coloniale 1937-1939
brevetto n. 247424 del 25/2/1941
Distintivo PNF
mobilitato 1/9/1937 - smobilitato 16/7/1939. Partecipazione ai cicli operativi Goggiam:
21/10/1937-15/12/1937, 16/12/1937-30/6/1938, 1/7/1938-31/12/1938; 1/1/1939-26/5/1939Medaglia commemorativa con gladio romano per oper. militari in A.O., conc. 126737
Conferita Croce al Merito di guerra per le operazioni di polizia coloniale 1937-1939:
brevetto n. 247424 del 25/2/1941
I mobilitati del 97° battaglione CC.NN. d'Assalto
I mobilitati della 97.a compagnia CC.NN. mitraglieri
mobilitato 20/2/1941 - perduto in forza 10/7/1941.
Partecipazione alle operazioni di guerra alla frontiera italo-jugoslava 6/4/1941-18/4/1941
Partecipazione alle operazioni in Balcania (territori ex jugoslavi) 19/4/1941-10/7/1941
Dal Sito http://www.97legione.siena.it/
21/10/1937-15/12/1937, 16/12/1937-30/6/1938, 1/7/1938-31/12/1938; 1/1/1939-26/5/1939Medaglia commemorativa con gladio romano per oper. militari in A.O., conc. 126737
Conferita Croce al Merito di guerra per le operazioni di polizia coloniale 1937-1939:
brevetto n. 247424 del 25/2/1941
I mobilitati del 97° battaglione CC.NN. d'Assalto
I mobilitati della 97.a compagnia CC.NN. mitraglieri
mobilitato 20/2/1941 - perduto in forza 10/7/1941.
Partecipazione alle operazioni di guerra alla frontiera italo-jugoslava 6/4/1941-18/4/1941
Partecipazione alle operazioni in Balcania (territori ex jugoslavi) 19/4/1941-10/7/1941
Dal Sito http://www.97legione.siena.it/
mercoledì 17 ottobre 2012
Gruppo teatrale
La contrada del Nicchio nei primi anni 90 volle dare il nome di Dino Corsi alla propria compagnia teatrale, ultimamente il nome del gruppo teatrale è stato cambiato.......
Foto Collezione privata Panichi
Le notizie sono tratte dalla pubblicazione della Società del Nicchio realizzata in occasione del 50 esimo anniversario della Fondazione della Società La Pania:
ART. 12
COMMISSIONE SOCIALE, CULTURALE E RICREATIVA
Tale Commissione cura ogni attività sociale, culturale, ricreativa, educativa ed assistenziale. Della stessa fanno parte il Responsabile del Gruppo Donatori di Sangue “Luciano Guideri” ed il Responsabile del Gruppo Teatrale “Dino Corsi”.
Uno stralcio pubblicazione della società del Nicchio:
.......Lo Spazio non era mai abbastanza. E non solo per le esigenze delle manifestazioni, ma anche (e la cosa non era secondaria) in termini di locali per ospitare le varie commissioni e le altrettante numerose riunioni che ciascuna di esse convocava per organizzare le manifestazioni stesse ci si era messo, nel frattempo anche il gruppo teatrale intitolato a "Dino Corsi" - nicchiaiolo di teatro - e guidato dall'indimenticabile Ivo Boscagli, che se la cavava proprio benino e figurava sempre con dignità nelle varie manifestazioni di teatro contradaiolo che si tenevano in città.............
.......Lo Spazio non era mai abbastanza. E non solo per le esigenze delle manifestazioni, ma anche (e la cosa non era secondaria) in termini di locali per ospitare le varie commissioni e le altrettante numerose riunioni che ciascuna di esse convocava per organizzare le manifestazioni stesse ci si era messo, nel frattempo anche il gruppo teatrale intitolato a "Dino Corsi" - nicchiaiolo di teatro - e guidato dall'indimenticabile Ivo Boscagli, che se la cavava proprio benino e figurava sempre con dignità nelle varie manifestazioni di teatro contradaiolo che si tenevano in città.............
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